Articolo trattodal quotidiano Libero
del 14 novembre 2009
di Alessandra Menzani
Nei prossimi giorni uscira il film di Renato De Maria dal titolo "La prima linea". Avevo già sentito parlare di questo film su uno dei terroristi più************(Autocensura) degli anni '70. I promotori di questo capolavoro hanno invogliato il pubblico ad andare a vedere questa ********(Autocensura) spiegando che non lo ha visto nessuno e che tutti lo criticano. Ergo: andatelo a vedrre. Bella trovata! Ma non voglio discutere di criminalità politica, ma occuparmi della cerchia del nostro "maestro". In questa sede vorrei parlarvi di uno dei pupilli della cricchetta Nannimorettiana: il regista Renato De Maria. In questo articolo della bravissima Alessandra Menzani si parla dei fallimenti continui di questo regista che, con questa******(Autocensura) ha trovato il modo per restare a galla. Di solito i film sul terrorismo funzionano sempre. Probabilmente funzionerà anche questa *********(Autocensura) su Sergio Segio. Le parti che riguardano i rapporti di questo maestro con il maestro dei maestri (Nanni Moretti) sono segnati in giallo. La foto sopra è quella del corpo del magistrato Emilio Alessandrini, ucciso da un commando guidato da Sergio Segio. Sotto trovate il monumento che ricorda il magistrato Guido Galli, ucciso anche lui da Prima Linea. Per la cronaca il primo colpo che colpì Galli fu sparato alle spalle. Ah, non andate a vedere "La Prima linea". Se ci andate almeno che vi sia da lezione per non perdere tempo con certi capolavori. Questo è l'articolo di Alessandra Menzani.
"Oggi rinuncia nobilmente ai soldi pubblici, ieri un po’ meno. Il regista di “La Prima Linea” Renato De Maria, per il suo film sui terroristi innamorati Sergio Sergio e Susanna Ronconi, con un atto signorile farà a meno del milione e cinquecento mila euro di soldi pubblici di cui fino a pochi giorni fa avrebbe dovuto godere la sua discussa pellicola. Un bel gesto. Forse il cineasta ha avuto pudore dopo che, cinque anni fa, il film precedente non fece una bella figura con il ministero dei Beni culturali, che decide a quali opere cinematografiche erogare il finanziamento pubblico.
Nel 2005 De Maria decide di girare un film su una donna ossessionata dal sesso e fa interpretare la parte della protagonista alla moglie, l’attrice Isabella Ferrari. Un drammone dal titolo “Amatemi”. De Maria riceve dallo Stato il sovvenzionamento record di 2.622.745 euro per spogliare la bella consorte, cosa di per sé piacevole. Non per il botteghino, dove la pellicola guadagna appena 93.648, diventando uno dei tantissimi esempi di cine-speco dei soldi pubblici.
Al cinema, De Maria ha diretto solo quattro film. L’ultimo è “La Prima Linea”, che sarà probabilmente un buon successo se non altro per l’infuocato tam tam polemico che da settimane ne precede l’uscita. Ma le sue fatiche precedenti, oltre ad “Amatemi”, sono state dei mezzi fiaschi. La prima opera di Renato è stata “Hotel paura”, del 1996, dramma sulla disoccupazione con Sergio Castellitto manager in crisi che non riusciva a trovare lavoro. Non era un brutto film, ma è stato ignorato dai più. Non ha avuto seguito nemmeno “Paz!”, anno 2002, il film diventato di culto sul fumettista Andrea Pazienza ambientato a Bologna. Sia “Hotel paura” sia “Paz!” hanno incassato meno di 900.000 euro, dato che non appaiono nella classifica dei cento film più visti di quegli anni. Per fortuna nessuno di quei due lavori ottenne i finanziamenti statali.
Passiamo alla televisione, il terreno in cui il regista di Varese si è mosso con la maggior disinvoltura. Quando, contrariamente a “La Prima Linea”, De Maria si è messo dalla parte dei poliziotti, ha fatto il massimo degli ascolti con la primissima serie della fiction “Distretto di Polizia”. Le altre fiction gli sono andate male. Nel maggio 2008, quando ancora la tv generalista faceva grossi numeri, Raiuno decise di cancellare dal palinsesto “Medicina generale”, una delle tante serie ambientate in ospedale. Nelle ultime puntate aveva registrato ascolti del 17,18 per cento di share e del 16,81 di share, troppo bassi per una prima serata. La fiction usciva con le ossa rotte dal periodo di garanzia, perdendo le sfide contro Canale 5. Quando Renato De Maria si cimenta nei gialli non gli va meglio. Se andiamo indietro nel tempo, nel 2004 ricorderemo quel “Maigret” con Sergio Castellitto, che su Canale 5 ottiene una media del 19,99% (che oggi è un decorosissimo risultato, ma allora no) e fa schiantare la tv commerciale contro la Rai.
Il marito di Isabella Ferrari è stato anche attore per due volte. Entrambe per Nanni Moretti. Nel 1996 interpreta la parte di se stesso in “Aprile”, il film in cui Nanni festeggiava la vittoria politica della sinistra dopo la discesa in campo di Berlusconi; nel 2006 non cambia di molto la sua casacca politica vestendo i panni del papà di Jasmine Trinca nel polpettone anti-Silvio “Il caimano”, unico film di Moretti davvero fortunato al botteghino. Raccoglie infatti 6.796.000 euro. Da “La Prima Linea” a Moretti, abbiamo capito da che parte sta il regista più impegnato del momento".
Nel 2005 De Maria decide di girare un film su una donna ossessionata dal sesso e fa interpretare la parte della protagonista alla moglie, l’attrice Isabella Ferrari. Un drammone dal titolo “Amatemi”. De Maria riceve dallo Stato il sovvenzionamento record di 2.622.745 euro per spogliare la bella consorte, cosa di per sé piacevole. Non per il botteghino, dove la pellicola guadagna appena 93.648, diventando uno dei tantissimi esempi di cine-speco dei soldi pubblici.
Al cinema, De Maria ha diretto solo quattro film. L’ultimo è “La Prima Linea”, che sarà probabilmente un buon successo se non altro per l’infuocato tam tam polemico che da settimane ne precede l’uscita. Ma le sue fatiche precedenti, oltre ad “Amatemi”, sono state dei mezzi fiaschi. La prima opera di Renato è stata “Hotel paura”, del 1996, dramma sulla disoccupazione con Sergio Castellitto manager in crisi che non riusciva a trovare lavoro. Non era un brutto film, ma è stato ignorato dai più. Non ha avuto seguito nemmeno “Paz!”, anno 2002, il film diventato di culto sul fumettista Andrea Pazienza ambientato a Bologna. Sia “Hotel paura” sia “Paz!” hanno incassato meno di 900.000 euro, dato che non appaiono nella classifica dei cento film più visti di quegli anni. Per fortuna nessuno di quei due lavori ottenne i finanziamenti statali.
Passiamo alla televisione, il terreno in cui il regista di Varese si è mosso con la maggior disinvoltura. Quando, contrariamente a “La Prima Linea”, De Maria si è messo dalla parte dei poliziotti, ha fatto il massimo degli ascolti con la primissima serie della fiction “Distretto di Polizia”. Le altre fiction gli sono andate male. Nel maggio 2008, quando ancora la tv generalista faceva grossi numeri, Raiuno decise di cancellare dal palinsesto “Medicina generale”, una delle tante serie ambientate in ospedale. Nelle ultime puntate aveva registrato ascolti del 17,18 per cento di share e del 16,81 di share, troppo bassi per una prima serata. La fiction usciva con le ossa rotte dal periodo di garanzia, perdendo le sfide contro Canale 5. Quando Renato De Maria si cimenta nei gialli non gli va meglio. Se andiamo indietro nel tempo, nel 2004 ricorderemo quel “Maigret” con Sergio Castellitto, che su Canale 5 ottiene una media del 19,99% (che oggi è un decorosissimo risultato, ma allora no) e fa schiantare la tv commerciale contro la Rai.
Il marito di Isabella Ferrari è stato anche attore per due volte. Entrambe per Nanni Moretti. Nel 1996 interpreta la parte di se stesso in “Aprile”, il film in cui Nanni festeggiava la vittoria politica della sinistra dopo la discesa in campo di Berlusconi; nel 2006 non cambia di molto la sua casacca politica vestendo i panni del papà di Jasmine Trinca nel polpettone anti-Silvio “Il caimano”, unico film di Moretti davvero fortunato al botteghino. Raccoglie infatti 6.796.000 euro. Da “La Prima Linea” a Moretti, abbiamo capito da che parte sta il regista più impegnato del momento".

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